UNIVERSITÀ VITA-SALUTE SAN RAFFAELE
Facoltà di MEDICINA e CHIRURGIA
Corso di Laurea in Fisioterapia a.a. 2014-2015
Elaborato finale di: Serena Fiorito Relatore: FT Alessandro Aina
EFFETTO DEI MOVIMENTI RIPETUTI DI RETRAZIONE DEL COLLO SULLA FORZA E SULL’ATTIVITÀ EMG DEGLI ARTI SUPERIORI, SULLA PORTATA DI MOVIMENTO E SULLA POSTURA CERVICALE.
Contesto: Il dolore al collo è un disturbo clinico comune causato da diversi fattori, quali il cambiamento della postura della testa o della mobilità cervicale. Il metodo McKenzie di Diagnosi e Terapia Meccanica (MDT) si occupa anche dei disturbi del collo. I movimenti cervicali ripetuti sono una delle principali strategie diagnostiche e terapeutiche utilizzate nella MDT. Il più utilizzato è il movimento di retrazione del collo, che consiste nel tirare la testa e il collo posteriormente in una posizione in cui la testa è allineata al torace, mentre la testa e gli occhi rimangono livellati. Nella letteratura scientifica la retrazione del collo non è ancora stata studiata in modo approfondito, anche se può rappresentare un metodo efficace per ottenere la centralizzazione del dolore, miglioramenti del ROM e la correzione della postura della testa. Ad oggi, pochi articoli hanno analizzato l’effetto della retrazione ripetuta sulle prestazioni di forza e sulla relativa attività EMG degli arti superiori.
Scopo: studiare l’effetto di 30 retrazioni ripetute del collo sulle prestazioni di forza degli arti superiori e sulla postura e la mobilità cervicale in volontari sani.
Materiali e metodi: 16 soggetti sani (6M – 10W, di età compresa tra 20 e 56 anni, media 23,5) sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi: CTRL (controllo), INT (intervento). 8 soggetti (CTRL) hanno eseguito, in posizione seduta, 3 serie di 10 movimenti di flessione-estensione cervicale, mentre 8 soggetti (INT), nella stessa posizione, hanno completato 3 serie di 10 retrazioni del collo.
Ciascun volontario è stato valutato sia al basale (T0) che al termine dei movimenti ripetuti (T1) in termini di: range di movimento cervicale, postura di riposo della testa, forza degli arti superiori e attività elettromiografica. Per quanto riguarda la valutazione della forza, è stata valutata la forza palmare e di presa utilizzando dinamometri Jamar e Pinch, ma anche la contrazione isometrica nell’abduzione della spalla e nella flessione-estensione del gomito utilizzando il dinamometro Biodex. Durante i test Biodex sono stati raccolti dati EMG rispettivamente dal deltoide, dal bicipite e dal tricipite brachiale. Ogni test è stato eseguito sul braccio destro e sinistro.
Tenendo conto della dimensione del campione, sono stati utilizzati test non parametrici; il test dei ranghi con segno di Wilcoxon è stato utilizzato per il confronto all’interno dei gruppi, mentre l’analisi tra i gruppi è stata eseguita con il test di Mann Whitney.
Risultati: I due gruppi erano omogenei al basale per ogni variabile inclusa, come i parametri di forza e la mobilità cervicale. Al T1 si è osservato un miglioramento in alcune variabili CROM nel gruppo INT, mentre il gruppo CTRL ha mostrato una riduzione significativa dei parametri di forza. La postura a riposo non è stata modificata né nel gruppo INT né nel gruppo CTRL. Nell’analisi tra i gruppi è stato dimostrato un effetto a favore della retrazione del collo sui parametri di forza, EMG e mobilità cervicale.
Conclusioni: Questo studio preliminare suggerisce che le retrazioni del collo sembrano influenzare positivamente le prestazioni di forza e la relativa attività EMG degli arti superiori, ma anche la mobilità cervicale in soggetti sani. Sono necessarie ulteriori indagini, con un campione più ampio, per fornire conclusioni più valide; inoltre, sarà interessante analizzare l’effetto della retrazione ripetuta del collo in pazienti con dolore cervico-brachiale.
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UNIVERSITÀ VITA-SALUTE SAN RAFFAELE
Facoltà di MEDICINA e CHIRURGIA
Corso di Laurea in Fisioterapia a.a. 2014-2015
Elaborato finale di: Serena Fiorito Relatore: FT Alessandro Aina
EFFETTO DEI MOVIMENTI RIPETUTI DI RETRAZIONE DEL COLLO SULLA FORZA E SULL’ATTIVITÀ EMG DEGLI ARTI SUPERIORI, SULLA PORTATA DI MOVIMENTO E SULLA POSTURA CERVICALE.
Contesto: Il dolore al collo è un disturbo clinico comune causato da diversi fattori, quali il cambiamento della postura della testa o della mobilità cervicale. Il metodo McKenzie di Diagnosi e Terapia Meccanica (MDT) si occupa anche dei disturbi del collo. I movimenti cervicali ripetuti sono una delle principali strategie diagnostiche e terapeutiche utilizzate nella MDT. Il più utilizzato è il movimento di retrazione del collo, che consiste nel tirare la testa e il collo posteriormente in una posizione in cui la testa è allineata al torace, mentre la testa e gli occhi rimangono livellati. Nella letteratura scientifica la retrazione del collo non è ancora stata studiata in modo approfondito, anche se può rappresentare un metodo efficace per ottenere la centralizzazione del dolore, miglioramenti del ROM e la correzione della postura della testa. Ad oggi, pochi articoli hanno analizzato l’effetto della retrazione ripetuta sulle prestazioni di forza e sulla relativa attività EMG degli arti superiori.
Scopo: studiare l’effetto di 30 retrazioni ripetute del collo sulle prestazioni di forza degli arti superiori e sulla postura e la mobilità cervicale in volontari sani.
Materiali e metodi: 16 soggetti sani (6M – 10W, di età compresa tra 20 e 56 anni, media 23,5) sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi: CTRL (controllo), INT (intervento). 8 soggetti (CTRL) hanno eseguito, in posizione seduta, 3 serie di 10 movimenti di flessione-estensione cervicale, mentre 8 soggetti (INT), nella stessa posizione, hanno completato 3 serie di 10 retrazioni del collo.
Ciascun volontario è stato valutato sia al basale (T0) che al termine dei movimenti ripetuti (T1) in termini di: range di movimento cervicale, postura di riposo della testa, forza degli arti superiori e attività elettromiografica. Per quanto riguarda la valutazione della forza, è stata valutata la forza palmare e di presa utilizzando dinamometri Jamar e Pinch, ma anche la contrazione isometrica nell’abduzione della spalla e nella flessione-estensione del gomito utilizzando il dinamometro Biodex. Durante i test Biodex sono stati raccolti dati EMG rispettivamente dal deltoide, dal bicipite e dal tricipite brachiale. Ogni test è stato eseguito sul braccio destro e sinistro.
Tenendo conto della dimensione del campione, sono stati utilizzati test non parametrici; il test dei ranghi con segno di Wilcoxon è stato utilizzato per il confronto all’interno dei gruppi, mentre l’analisi tra i gruppi è stata eseguita con il test di Mann Whitney.
Risultati: I due gruppi erano omogenei al basale per ogni variabile inclusa, come i parametri di forza e la mobilità cervicale. Al T1 si è osservato un miglioramento in alcune variabili CROM nel gruppo INT, mentre il gruppo CTRL ha mostrato una riduzione significativa dei parametri di forza. La postura a riposo non è stata modificata né nel gruppo INT né nel gruppo CTRL. Nell’analisi tra i gruppi è stato dimostrato un effetto a favore della retrazione del collo sui parametri di forza, EMG e mobilità cervicale.
Conclusioni: Questo studio preliminare suggerisce che le retrazioni del collo sembrano influenzare positivamente le prestazioni di forza e la relativa attività EMG degli arti superiori, ma anche la mobilità cervicale in soggetti sani. Sono necessarie ulteriori indagini, con un campione più ampio, per fornire conclusioni più valide; inoltre, sarà interessante analizzare l’effetto della retrazione ripetuta del collo in pazienti con dolore cervico-brachiale.

